Mappa del Polesine: comuni, territorio e cartografia storica
Ultimo aggiornamento: 18/07/2026
La mappa del Polesine mostra i 50 comuni della provincia di Rovigo, distribuiti tra Alto Polesine (14 comuni), Medio Polesine (26, con il capoluogo Rovigo) e Basso Polesine (10, verso il Delta del Po). È un territorio dalla forma allungata tra Adige e Po, i cui confini sono cambiati più volte nei secoli per opera dei fiumi e delle bonifiche, come documentano le carte storiche dal Seicento in poi.
Punti chiave
- 50 comuni sulla mappa: 14 nell'Alto, 26 nel Medio e 10 nel Basso Polesine
- La forma del territorio è disegnata dai fiumi: Adige a nord, Po a sud, Adriatico a est
- Le carte storiche (Magini-Blaeu, Zatta) mostrano il Polesine già riconoscibile nel Seicento
- Il Delta del Po attuale nasce dal Taglio di Porto Viro (1604) ed è la parte più giovane d'Italia
- La mappa interattiva completa, con luoghi e prodotti tipici, è sulla home del sito
La mappa dei comuni del Polesine
La mappa qui sotto mostra i 50 comuni della provincia di Rovigo, il territorio che coincide quasi per intero con il Polesine. Ogni marker è colorato in base alla sub-area di appartenenza — Alto, Medio o Basso Polesine — e apre un collegamento alla scheda del comune, con storia, luoghi e prodotti del territorio. Il perimetro marrone è il confine provinciale.
Sulla mappa della home trovi la ricerca, i filtri per categoria e le schede di tutti i luoghi da visitare.
Come leggere il territorio
La forma del Polesine si capisce meglio da una mappa che da qualunque descrizione: una striscia di pianura allungata da ovest a est, larga mediamente una ventina di chilometri, stretta tra gli argini dell'Adige a nord e quelli del Po a sud, che si apre a ventaglio solo all'estremità orientale, nel Delta. Non ci sono rilievi: l'unica "quota" che conta è quella dell'acqua, tanto che ampie zone del Basso Polesine si trovano sotto il livello del mare.
I fiumi non sono solo i confini del territorio, ma anche le sue direttrici interne: il Canalbianco lo attraversa nel mezzo, parallelo ai due fiumi maggiori, e la rete di canali di bonifica disegna la trama minuta delle campagne. Per i corsi d'acqua e il loro ruolo si veda la pagina sui fiumi del Polesine.
Alto, Medio e Basso Polesine sulla mappa
Sulla mappa i tre colori dei marker corrispondono alle tre sub-aree in cui si divide convenzionalmente il territorio:
| Sub-area | Comuni | Riferimenti sulla mappa |
|---|---|---|
| Alto Polesine | 14 | La fascia occidentale, da Melara e Bergantino verso Badia Polesine e Lendinara |
| Medio Polesine | 26 | La parte centrale attorno al capoluogo Rovigo, la più fitta di comuni |
| Basso Polesine | 10 | Da Adria al mare: i comuni del Delta, pochi ma i più estesi della provincia |
Le differenze tra le tre fasce — di paesaggio, storia e persino di dialetto — sono approfondite nella pagina su Alto, Medio e Basso Polesine.
Il patrimonio culturale in numeri
Ogni comune del Polesine custodisce un patrimonio di beni culturali — chiese, palazzi, ville, opere d'arte, reperti archeologici — censito dal Catalogo generale dei Beni Culturali. Sulla mappa qui sopra la dimensione di ciascun marker riflette il numero di beni catalogati nel comune: si nota subito come Adria e Lendinara stacchino tutti gli altri centri. Ecco il quadro d'insieme.
I comuni con più beni censiti
Dati: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD) — licenza CC BY 4.0. Il conteggio riflette i beni geolocalizzati nel catalogo e non l'intero patrimonio esistente.
Per esplorare i beni di un singolo comune, apri la sua scheda: molte includono il box "Patrimonio censito" con una selezione di opere e i comuni più ricchi hanno una pagina dedicata ai loro tesori d'arte.
Il Polesine nelle mappe storiche
Il Polesine compare come regione riconoscibile, con un nome proprio, fin dagli albori della cartografia moderna. La carta del "Polesino di Rovigo" disegnata da Giovanni Antonio Magini all'inizio del Seicento fu ripresa dai grandi atlanti olandesi, e ancora oggi restituisce un territorio perfettamente leggibile: la lingua di terra tra Adige e Po, Rovigo al centro, Adria verso il mare.

Un secolo dopo, la cartografia veneta di Antonio Zatta mostra un Polesine già molto simile a quello attuale, con la rete idraulica delle bonifiche in evidenza:

Confini che cambiano: fiumi, rotte e bonifiche
Confrontare le mappe di epoche diverse rivela la caratteristica più profonda del Polesine: è un territorio che ha cambiato forma più di ogni altra pianura italiana, e quasi sempre per mano dell'acqua.
Il primo grande ridisegno fu la rotta di Ficarolo del 1152, quando il Po abbandonò il ramo principale che correva più a sud e si spostò sul tracciato attuale, ridefinendo l'intero equilibrio idraulico della pianura. Il secondo fu il Taglio di Porto Viro (1600-1604), con cui la Serenissima deviò artificialmente la foce del Po verso sud-est per salvare la laguna di Venezia dall'interramento: da quel canale artificiale è nato tutto il delta moderno.
Le due carte del delta qui sotto mostrano l'effetto di quell'opera: nella prima, del 1603, il taglio è appena tracciato e il delta quasi non esiste; nella seconda, del 1787, i nuovi rami del Po hanno già costruito chilometri di terra nuova protesa nell'Adriatico.


L'ultimo capitolo è quello delle bonifiche, che tra Ottocento e Novecento hanno prosciugato valli e paludi consegnando alla mappa attuale i suoi contorni definitivi — almeno fino alla prossima piena: l'alluvione del 1951 ha ricordato quanto questi confini restino, in Polesine, un patto sempre rinegoziato con i fiumi. Il Delta del Po, intanto, continua lentamente ad avanzare: è la terra più giovane d'Italia, e la sua mappa non è mai davvero finita.
Vedi anche
- Il Polesine
- Il Polesine
- Polesine: cos'è, dove si trova e guida completa
- Dove si trova il Polesine: confini, mappa e superficie
- Alto, Medio e Basso Polesine: differenze e comuni
- I fiumi del Polesine: Po, Adige, Canalbianco e gli altri
- La bonifica del Polesine: idrovore e terre sotto il mare
- Il Delta del Po: rami, lagune, valli e cosa vedere
- La rotta di Ficarolo (1152): quando il Po cambiò corso
- /comuni/
Domande frequenti
Q: Quanti comuni mostra la mappa del Polesine?
Tutti i 50 comuni della provincia di Rovigo, ciascuno con un marker colorato in base alla sub-area di appartenenza (Alto, Medio o Basso Polesine) e un collegamento alla scheda del comune.
Q: Come sono distribuiti i comuni tra Alto, Medio e Basso Polesine?
L'Alto Polesine, verso il confine con Verona e Mantova, conta 14 comuni; il Medio Polesine, la fascia centrale attorno al capoluogo Rovigo, ne raggruppa 26; il Basso Polesine, dal territorio di Adria fino al Delta del Po, ne conta 10, tra cui i più estesi della provincia.
Q: Come sono cambiati i confini del Polesine nei secoli?
I confini del Polesine sono stati ridisegnati soprattutto dai fiumi: la rotta di Ficarolo del 1152 spostò il corso principale del Po, il Taglio di Porto Viro del 1604 deviò la foce dando origine al delta attuale, e le bonifiche tra Ottocento e Novecento hanno trasformato valli e paludi in terraferma coltivata.
Q: Esistono mappe storiche del Polesine?
Sì: il territorio compare come regione a sé, con il nome di Polesino di Rovigo, già nella cartografia del Seicento, dalla carta di Giovanni Antonio Magini ripresa da Joan Blaeu nell'Atlas Maior del 1667, fino alle carte venete settecentesche come quella di Antonio Zatta del 1782.
Q: Quanti beni culturali ci sono nel Polesine?
Il Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD) censisce nel Polesine oltre seimila beni tra mobili (opere d'arte, arredi, reperti) e immobili (chiese, palazzi, ville). I comuni con il patrimonio più numeroso sono Adria e Lendinara, seguiti da Badia Polesine e Fratta Polesine.
Q: Dove trovo la mappa interattiva con tutti i luoghi da visitare?
Sulla home di Polesine Online: la mappa completa mostra oltre novanta schede tra luoghi storici, natura, cultura e prodotti tipici, con la ricerca per nome e i filtri per categoria.