# Il Novecento nel Polesine: emigrazione, fascismo, Matteotti

Lotte agrarie e socialismo rurale, Giacomo Matteotti, il fascismo, la guerra e il dopoguerra fino alla soglia dell'alluvione del 1951.

## In breve

Il Novecento polesano si apre con lotte agrarie e un socialismo rurale che esprime Giacomo Matteotti (Fratta Polesine 1885 – Roma 1924), attraversa il ventennio fascista con le sue bonifiche e la repressione del movimento contadino, la Seconda guerra mondiale, e arriva a un dopoguerra segnato dalla ricostruzione e dalla vigilia della grande alluvione del 1951.

## Punti chiave

- Primi del Novecento: leghe bracciantili e socialismo rurale ereditano la conflittualità agraria ottocentesca
- Giacomo Matteotti (Fratta Polesine 1885 – Roma 1924), deputato socialista assassinato dal fascismo
- Il ventennio fascista scioglie le leghe contadine ma realizza nuove bonifiche nel Basso Polesine
- La Seconda guerra mondiale porta occupazione, Resistenza e distruzioni anche nel territorio polesano
- Il dopoguerra si apre con la ricostruzione e la riforma agraria, sullo sfondo della fragilità idraulica che esploderà nel 1951

## Lotte agrarie e socialismo rurale a inizio secolo

Il Novecento polesano eredita direttamente la conflittualità sociale esplosa nelle campagne descritta nell'articolo sull'**[Ottocento polesano e il Regno d'Italia](/storia/ottocento-e-regno-ditalia/)**, in particolare con i moti de "La Boje!" del 1884-85. Nei primi decenni del nuovo secolo il movimento bracciantile si struttura in forme organizzate più stabili: leghe di resistenza, camere del lavoro, cooperative di braccianti e affittuari che intrecciano rivendicazioni salariali e contrattuali con l'adesione crescente al socialismo. Il Polesine diventa così, insieme ad altre aree della bassa pianura padana, uno dei territori italiani dove il socialismo rurale attecchisce con più forza, radicandosi in un tessuto sociale segnato ancora da latifondo, bracciantato e memoria della miseria ottocentesca.

È in questo humus politico e sociale (fatto di leghe contadine, scioperi agrari e un'intensa vita associativa nelle campagne) che matura la vicenda politica di uno dei protagonisti più noti della storia polesana del Novecento: Giacomo Matteotti.

## Giacomo Matteotti: da Fratta Polesine al Parlamento

Giacomo Matteotti nasce a **Fratta Polesine nel 1885**, in una famiglia benestante di proprietari terrieri, ma sceglie fin da giovane un percorso politico opposto agli interessi della sua stessa classe sociale d'origine: si laurea in giurisprudenza e aderisce al Partito Socialista Italiano, impegnandosi concretamente nell'organizzazione delle leghe bracciantili polesane e nell'amministrazione locale, prima di essere eletto alla Camera dei deputati.

Divenuto segretario del Partito Socialista Unitario, Matteotti si distingue negli anni Venti per un'opposizione parlamentare rigorosa e documentata al fascismo ormai al potere, culminata nel celebre discorso alla Camera del 30 maggio 1924, in cui denuncia con dettagli puntuali i brogli e le violenze che avevano segnato le elezioni politiche di quell'anno. Pochi giorni dopo, il **10 giugno 1924**, viene rapito a Roma da una squadra di uomini legati al regime e ucciso; il ritrovamento del cadavere, mesi più tardi, apre una crisi politica gravissima per il governo Mussolini, nota come "delitto Matteotti": un episodio che segna uno spartiacque nella storia del fascismo italiano e nella coscienza civile del paese.

La memoria di Matteotti resta profondamente legata al territorio polesano: la sua biografia è approfondita nella scheda **[Giacomo Matteotti](/personaggi/giacomo-matteotti-personaggio-storico/)**, mentre a **[Fratta Polesine](/comuni/fratta-polesine/)**, suo paese natale, è oggi visitabile la **[Casa Museo Giacomo Matteotti](/storia/casa-museo-giacomo-matteotti/)**, allestita nell'abitazione di famiglia, che ne ripercorre la biografia e l'impegno politico nel contesto sociale del Polesine di inizio Novecento.

## Il fascismo: repressione delle leghe e bonifiche del ventennio

Con l'affermazione del fascismo, a partire dai primi anni Venti, il movimento contadino e socialista polesano viene duramente colpito: le leghe bracciantili vengono sciolte o forzatamente inglobate nelle strutture sindacali del regime, la vita politica locale è normalizzata sotto il controllo del Partito Nazionale Fascista, e la stagione delle lotte agrarie autonome si chiude bruscamente.

Sul piano delle opere pubbliche, il ventennio fascista prosegue e in parte intensifica il lavoro di bonifica idraulica del Basso Polesine, in continuità con l'attività dei consorzi di bonifica già attivi da decenni: nuovi canali, argini e impianti idrovori vengono realizzati o potenziati, anche nel quadro della retorica della "bonifica integrale" e della "battaglia del grano" promossa a livello nazionale dal regime. Si tratta di un lavoro tecnico reale, che si innesta su una necessità strutturale del territorio (la sua natura di terra parzialmente sotto il livello del mare) più che di un'invenzione propagandistica, ma che il regime utilizza ampiamente a fini di consenso.

Resta tuttavia un territorio fragile: le opere di bonifica, per quanto estese, non elimineranno il rischio idraulico legato alle grandi piene del Po, come dimostrerà in modo drammatico la storia successiva.

## La Seconda guerra mondiale

Il Polesine, come il resto del Veneto, attraversa la Seconda guerra mondiale con occupazione tedesca dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, presenza di formazioni partigiane attive anche nelle campagne polesane, e i disagi tipici delle zone rurali coinvolte nel conflitto: requisizioni, bombardamenti sulle infrastrutture di collegamento (ponti, ferrovie, argini), e un impoverimento ulteriore di un'economia già fragile. La Liberazione, nella primavera del 1945, apre la fase della ricostruzione postbellica.

## Il dopoguerra: ricostruzione e fragilità irrisolta

Il secondo dopoguerra è per il Polesine un periodo di ricostruzione materiale e di riorganizzazione sociale: si riorganizzano i partiti, riprendono le rivendicazioni bracciantili in forme nuove legate anche alla riforma agraria discussa a livello nazionale, e i consorzi di bonifica lavorano al ripristino e al potenziamento del sistema arginale, danneggiato dagli eventi bellici e mai del tutto messo in sicurezza rispetto alle grandi piene.

È in questo contesto (un territorio che sta ancora ricostruendo, con argini non ovunque all'altezza del compito) che si arriva alla notte tra il 13 e il 14 novembre 1951, quando il Po rompe gli argini in più punti del Basso Polesine, dando origine alla più grave alluvione della storia del territorio nel Novecento. È l'evento che chiude, in un certo senso, la lunga stagione delle fragilità idrauliche ereditate dall'Ottocento, e che apre una nuova, drammatica fase di spopolamento ed emigrazione di massa, raccontata nell'articolo dedicato alla **[grande alluvione del 1951](/storia/alluvione-del-1951/)**. Per un quadro d'insieme del territorio, si veda la pagina **[Il Polesine](/il-polesine/)**.

## Vedi anche

- [Il Polesine](https://www.polesineonline.it/il-polesine/)
- [Storia](https://www.polesineonline.it/storia/)
- [/personaggi/giacomo-matteotti-personaggio-storico/](https://www.polesineonline.it/personaggi/giacomo-matteotti-personaggio-storico/)
- [/storia/casa-museo-giacomo-matteotti/](https://www.polesineonline.it/storia/casa-museo-giacomo-matteotti/)
- [/comuni/fratta-polesine/](https://www.polesineonline.it/comuni/fratta-polesine/)
- [L'alluvione del Polesine del 1951: la grande rotta del Po](https://www.polesineonline.it/storia/alluvione-del-1951/)
- [L'Ottocento nel Polesine: 1866, povertà e pellagra](https://www.polesineonline.it/storia/ottocento-e-regno-ditalia/)
- [Polesine: cos'è, dove si trova e guida completa](https://www.polesineonline.it/il-polesine/)

## Domande frequenti

### Chi era Giacomo Matteotti?

Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 1885 – Roma, 1924) fu un politico socialista polesano, segretario del Partito Socialista Unitario, noto per le sue denunce documentate contro i brogli e le violenze fasciste alle elezioni del 1924. Fu rapito e ucciso a Roma il 10 giugno 1924, in un delitto che segnò una svolta nella storia del fascismo italiano.

### Dove si può approfondire la figura di Matteotti nel Polesine?

A Fratta Polesine, suo paese natale, si trovano una scheda biografica dedicata e la Casa Museo Giacomo Matteotti, allestita nell'abitazione di famiglia e visitabile come luogo di memoria storica.

### Cosa furono le leghe bracciantili polesane di inizio Novecento?

Organizzazioni sindacali dei braccianti agricoli, eredi della conflittualità dei moti de La Boje! ottocenteschi, che negli anni tra fine Ottocento e primo Novecento si strutturano stabilmente attorno al socialismo rurale, guidando scioperi e vertenze contrattuali nelle campagne del latifondo polesano.

### Cosa fece il fascismo nel Polesine?

Il regime fascista represse duramente le leghe bracciantili e le organizzazioni socialiste, ma realizzò anche nuove opere di bonifica idraulica nel Basso Polesine, proseguendo un lavoro di trasformazione agraria avviato nei secoli precedenti, funzionale alla propaganda della 'battaglia del grano' e della bonifica integrale.

### Come si collega il Novecento polesano all'alluvione del 1951?

Il secondo dopoguerra, tra ricostruzione, riforma agraria e persistenti fragilità del sistema arginale, è la premessa diretta della grande alluvione del novembre 1951, l'evento che avrebbe segnato in modo definitivo la storia del territorio nel secondo Novecento.

## Fonti e approfondimenti

- [Treccani – Polesine (Enciclopedia Italiana)](https://www.treccani.it/enciclopedia/polesine_(Enciclopedia-Italiana)/)
- [Treccani – Giacomo Matteotti](https://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-matteotti)
