# Oca in Onto (Presidio Slow Food)

Categoria: [Prodotti](https://www.polesineonline.it/prodotti/)

Antico metodo di conservazione della carne sotto grasso, un tempo chiamato "il maiale dei poveri". Oggi è un ricercato Presidio Slow Food della gastronomia veneta.

## Descrizione

Soprannominata per secoli "il maiale dei poveri", l'oca è stata una delle principali fonti di sostentamento delle famiglie contadine del Basso Veneto. Facile da allevare nei cortili, l'oca ha dato vita a una tradizione gastronomica che oggi vive un rinascimento d'eccellenza: l'**Oca in Onto** (o *oca in pignatto*), un **Presidio Slow Food**.\n\n**Le origini ebraiche e la necessità di conservazione**\nLe radici affondano nel Cinquecento, legate alle comunità ebraiche venete che, non potendo consumare maiale, trovavano nell'oca l'alternativa per carni grasse. Nelle campagne, il problema era la conservazione per l'inverno. Le oche venivano macellate a novembre (festa di San Martino). La tecnica dell'"onto" (il grasso) è simile al *confit*: l'oca veniva spolpata, tagliata in pezzi e salata. La carne, cruda o cotta con rosmarino e aglio, veniva stipata in vasi di terracotta e **ricoperta dal grasso fuso dell'animale**. Solidificandosi, sigillava ermeticamente la carne impedendone il deterioramento.\n\n**La rinascita del sapore**\nOggi il Presidio Slow Food (attivo tra Bassa Padovana, Vicentino e Polesine) recupera ricetta e razze autoctone (come la Grigia Padovana), allevate all'aperto. L'oca in onto insaporisce sughi rustici, arrosti o si gusta accompagnata semplicemente da una fetta di polenta e salsa di *cren* (rafano).

## Il maiale dei poveri

Facile da allevare, l'oca garantiva alle famiglie contadine carne, grasso per cucinare e piume per l'inverno. Un animale fondamentale di cui non si sprecava nulla.

## La tecnica dell'Onto

Simile al confit. La carne in pezzi viene stipata in barattoli e completamente sommersa dal grasso fuso della stessa oca, sigillandola per mesi.

## Il recupero Slow Food

Il Presidio tutela razze autoctone e vieta allevamenti intensivi. Ideale con polenta, patate al forno o per arricchire robusti sughi contadini.

## Informazioni pratiche

- Reperibilità: Prodotto artigianale acquistabile presso le aziende agricole certificate Slow Food o in agriturismi selezionati del territorio.
- Tradizione: Il periodo storicamente legato alla macellazione e alla preparazione dell'oca è novembre, attorno ai giorni di San Martino.

## Curiosità

Anticamente, la giara con l'oca in onto veniva gelosamente custodita dalla 'rezdora' (la padrona di casa) e consumata solo in occasioni speciali o in caso di bisogno.

## Sapori del territorio

Perfetta consumata calda accompagnata da una morbida polenta bianca veneta.

## Detti e personaggi

- Detti: Del maiale non si butta niente, dell'oca nemmeno il grasso.
- Personaggi: Le antiche massaie e i macellai locali che stanno riscoprendo e tramandando questa lavorazione manuale.

## Eventi

Le rassegne enogastronomiche autunnali dedicate alle carni di corte e ai presidi Slow Food.

## Nelle vicinanze
- [Mulino al Pizzon](https://www.polesineonline.it/luoghi/mulino-al-pizzon.html), 3.6 km
- [Paolo Dal Fiume](https://www.polesineonline.it/luoghi/paolo-dal-fiume.html), 3.7 km
- [Santuario del Pilastrello](https://www.polesineonline.it/luoghi/santuario-del-pilastrello.html), 3.9 km

## Fonti e approfondimenti
- [Fondazione Slow Food](https://www.fondazioneslowfood.com)
- [Gourmetteria](https://www.gourmetteria.com)
- [Wikipedia - Oca in onto](https://it.wikipedia.org/wiki/Oca_in_onto)
- [Veneto Grande Guerra](https://www.venetograndeguerra.it)
