# Industria ed energia nel Polesine: storia e presente

Industrializzazione tardiva del Polesine, la ex centrale di Porto Tolle, il rigassificatore offshore, i distretti produttivi e le zone industriali lungo la Transpolesana.

## In breve

L'industria del Polesine è arrivata tardi rispetto al resto del Veneto, frenata da un'economia agricola di bonifica e dalle conseguenze dell'alluvione del 1951. Oggi il territorio ospita distretti di nicchia come quello delle giostre di Bergantino e quello ittico di Scardovari, zone produttive lungo la Transpolesana, e il grande tema energetico del Delta: l'ex centrale termoelettrica di Porto Tolle, dismessa e in fase di riconversione, e il rigassificatore offshore al largo della costa.

## Punti chiave

- Industrializzazione tardiva: il Polesine resta a lungo un'economia agricola di bonifica
- L'ex centrale termoelettrica di Porto Tolle (Polesine Camerini) è ferma dal 2015 ed è in demolizione/riconversione
- Al largo della costa opera un rigassificatore offshore (terminale GNL)
- Il distretto delle giostre di Bergantino e quello ittico di Scardovari sono le nicchie produttive più note
- Le zone industriali principali si allineano lungo l'asse della Transpolesana e dell'A13

## Un'industrializzazione tardiva

Rispetto ad altre aree del Veneto, il Polesine ha conosciuto un'industrializzazione tardiva e parziale. Per secoli l'economia del territorio è rimasta ancorata all'agricoltura di bonifica: un modello che ha richiesto investimenti enormi in argini, canali e impianti idrovori, ma che ha lasciato poco spazio all'accumulo di capitale privato necessario allo sviluppo manifatturiero. A questo si è aggiunta la posizione geografica di "terra di confine" tra Veneto ed Emilia-Romagna, meno servita dalle grandi direttrici commerciali rispetto all'asse Milano-Venezia.

La grande alluvione del 1951 ha pesato a lungo su questo ritardo: lo spopolamento e l'emigrazione che ne sono seguiti hanno sottratto per decenni manodopera e iniziativa imprenditoriale al territorio, mentre altre province venete costruivano il proprio boom industriale del dopoguerra. Solo dagli anni '60-'70 in poi il Polesine ha visto la nascita di un tessuto manifatturiero locale, comunque più frammentato e di dimensioni minori rispetto ai distretti veneti più noti (concia, tessile, meccanica dell'Alto Vicentino). L'industria polesana resta oggi composta soprattutto da imprese di piccole e medie dimensioni, spesso legate alla trasformazione agroalimentare, alla metalmeccanica leggera e ai materiali per l'edilizia.

## Energia nel Delta: la ex centrale di Porto Tolle e il rigassificatore offshore

Il tema energetico è quello che ha dato al Basso Polesine la maggiore visibilità industriale nazionale, con due impianti di scala molto diversa concentrati nella stessa area deltizia.

**La ex centrale termoelettrica di [Porto Tolle](/comuni/porto-tolle/)**, situata in località Polesine Camerini, è stata per decenni uno dei più grandi impianti termoelettrici d'Italia, con quattro gruppi da 660 MW ciascuno per una potenza complessiva di circa 2.640 MW. L'impianto è fermo dal 2015, a seguito dei mutati scenari del mercato energetico e della rinuncia al progetto di riconversione a carbone che era stato inizialmente ipotizzato. Nei anni successivi è stato avviato lo smantellamento delle strutture, compresi gli edifici principali, mentre la ciminiera, alta circa 250 metri, è rimasta a lungo l'elemento più visibile del sito. Per l'area sono stati presentati progetti di riconversione a fini turistico-ricettivi (tra cui un accordo tra Regione del Veneto ed Enel annunciato nel 2019, con un investimento dichiarato di diverse centinaia di milioni di euro): si tratta di piani di lungo periodo, i cui tempi e la cui effettiva realizzazione vanno verificati negli aggiornamenti più recenti, poiché progetti di questa portata su un'area industriale dismessa sono soggetti a revisioni. La scheda dedicata all'[ex centrale elettrica di Polesine Camerini](/grandi_opere/ex-centrale-elettrica-di-polesine-camerini/) approfondisce l'impianto e la sua storia.

**Il rigassificatore offshore** è un terminale per la rigassificazione del gas naturale liquefatto situato al largo della costa, tra le acque antistanti Porto Tolle e Porto Viro, a circa 15 chilometri dalla riva. Operativo dal 2009, ha una capacità di rigassificazione autorizzata nell'ordine di 10 miliardi di metri cubi annui, ed è uno dei principali punti di ingresso del gas naturale importato via mare in Italia. Attorno all'impianto restano aperti, nel tempo, temi di carattere ambientale, di impatto sulla pesca locale e persino di ripartizione amministrativa delle imposte sulle strutture marine tra i comuni costieri: aspetti che è opportuno verificare con le fonti più aggiornate, trattandosi di un dossier ancora in evoluzione.

## Distretti e poli produttivi

Accanto al comparto energetico, il Polesine conserva alcune nicchie produttive di rilievo, spesso nate da una specializzazione locale più che da una politica industriale pianificata.

- **Il distretto delle giostre di Bergantino**: nato tra gli anni '20 e '30 del Novecento, riunisce oggi decine di aziende costruttrici di attrazioni per luna park, concentrate soprattutto tra Bergantino e i comuni limitrofi. Per la storia e i dettagli di questo distretto vedi la pagina dedicata alle [giostre di Bergantino](/il-polesine/giostre-di-bergantino/).
- **Il polo ittico di Scardovari**: nella Sacca degli Scardovari, nel Delta del Po, si concentra una delle più importanti produzioni di mitilicoltura d'Italia, imperniata sulla Cozza di Scardovari DOP. È un distretto che unisce pesca, allevamento e trasformazione, con un indotto significativo per l'economia locale del Basso Polesine.
- **Le zone produttive lungo la Transpolesana**: l'asse stradale che collega Rovigo a Verona (SS434) ha favorito, nei decenni, l'insediamento di aree artigianali e industriali nei comuni attraversati, in particolare Badia Polesine e i centri dell'Alto Polesine, oltre alle zone vicine ai caselli dell'A13 a Rovigo, Villamarzana e Occhiobello. Sono poli di dimensione medio-piccola, orientati soprattutto a logistica, meccanica e trasformazione agroalimentare, che sfruttano la posizione di cerniera del Polesine tra Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Per un quadro più ampio dell'economia del territorio, comprese agricoltura e pesca, si veda la pagina [economia del Polesine](/il-polesine/economia/). Per una visione d'insieme del territorio, vedi la pagina principale su [il Polesine](/il-polesine/).

## Vedi anche

- [Il Polesine](https://www.polesineonline.it/il-polesine/)
- [Il Polesine](https://www.polesineonline.it/il-polesine/)
- [Polesine: cos'è, dove si trova e guida completa](https://www.polesineonline.it/il-polesine/)
- [L'economia del Polesine: agricoltura, pesca, industria, turismo](https://www.polesineonline.it/il-polesine/economia/)
- [Le giostre di Bergantino: la capitale italiana dei luna park](https://www.polesineonline.it/il-polesine/giostre-di-bergantino/)
- [Infrastrutture e trasporti del Polesine: strade, treni, idrovie](https://www.polesineonline.it/il-polesine/infrastrutture/)
- [/grandi_opere/ex-centrale-elettrica-di-polesine-camerini/](https://www.polesineonline.it/grandi_opere/ex-centrale-elettrica-di-polesine-camerini/)
- [/comuni/porto-tolle/](https://www.polesineonline.it/comuni/porto-tolle/)

## Domande frequenti

### Perché il Polesine si è industrializzato più tardi di altre zone del Veneto?

Perché per secoli l'economia locale è stata legata alla bonifica e all'agricoltura, con un tessuto imprenditoriale debole; l'alluvione del 1951 ha poi aggravato lo spopolamento e ritardato ulteriormente lo sviluppo industriale rispetto alle province venete più vicine alle direttrici commerciali maggiori.

### La centrale di Porto Tolle è ancora attiva?

No. L'impianto è fermo dal 2015 ed è stato oggetto di un progetto di demolizione avviato nei anni successivi; l'area è interessata da un progetto di riconversione turistico-ricettiva, con tempi e dettagli che vanno verificati negli annunci più recenti.

### Cos'è il rigassificatore del Polesine?

È un terminale offshore per la rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL), situato al largo della costa tra Porto Tolle e Porto Viro, operativo dal 2009. È uno degli impianti italiani di questo tipo con maggiore capacità autorizzata.

### Quali sono i distretti produttivi tipici del Polesine?

Il più noto è il distretto della giostra tra Bergantino e comuni limitrofi, seguito dal polo ittico di Scardovari legato alla mitilicoltura, oltre a zone artigianali e industriali diffuse lungo la Transpolesana.

### Dove si trovano le principali zone industriali del Polesine?

Sono concentrate lungo l'asse della Transpolesana (SS434) e nei pressi dei caselli dell'A13, in comuni come Badia Polesine, Lendinara, Occhiobello e Rovigo, favoriti dalla vicinanza a queste direttrici.

## Fonti e approfondimenti

- [Centrale termoelettrica di Porto Tolle – Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_termoelettrica_di_Porto_Tolle)
- [Terminale GNL Adriatico – Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Terminale_GNL_Adriatico)
