L'economia del Polesine: agricoltura, pesca, industria, turismo
Ultimo aggiornamento: 14/07/2026
L'economia del Polesine nasce dalla bonifica delle paludi e resta segnata da un peso agricolo superiore alla media veneta, affiancato da pesca e acquacoltura nel Delta, un'industria di piccola e media impresa, il distretto delle giostre di Bergantino e un turismo naturalistico ed enogastronomico in crescita. Nel 2024 la provincia di Rovigo ha generato circa 6,5 miliardi di euro di valore aggiunto, il 3,6% del Veneto.
Punti chiave
- Territorio nato dalla bonifica: l'agricoltura resta un settore identitario
- Pesca e molluschicoltura concentrate nella Sacca degli Scardovari e nel Delta
- Industria di piccola e media impresa, distretti a Badia Polesine, Lendinara, Occhiobello e Rovigo
- Bergantino è il distretto italiano delle giostre e dei luna park itineranti
- Turismo naturalistico e enogastronomico come settore emergente
- Valore aggiunto pro capite (28.649 euro nel 2024) inferiore alla media veneta e nazionale
Un'economia nata dalla bonifica
L'economia del [Polesine](/il-polesine/) non si comprende senza partire dalla sua origine idraulica: gran parte della pianura oggi coltivata, soprattutto nel Medio e Basso Polesine, era fino all'Ottocento e in parte al Novecento palude, valle salmastra o terreno periodicamente allagato. È stato il lungo lavoro dei consorzi di bonifica — argini, canali, impianti idrovori — a rendere possibile un'agricoltura estesa e, più tardi, gli insediamenti industriali e le infrastrutture. Questa origine spiega perché il territorio resti, ancora oggi, più legato al settore primario rispetto ad altre aree del Veneto, pur avendo visto negli ultimi decenni una crescita robusta del terziario.
Il quadro economico complessivo resta modesto rispetto al resto della regione. Nel 2024 la provincia di Rovigo ha generato circa 6,5 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 3,6% del totale veneto, a fronte di oltre 180 miliardi prodotti dall'intera regione. Il valore aggiunto pro capite polesano, circa 28.649 euro, resta inferiore sia alla media veneta (37.156 euro) sia a quella nazionale (33.348 euro), e il divario rispetto al Veneto si è ampliato di oltre il 190% nell'arco di trent'anni. Dal 1995 al 2024 il valore aggiunto locale è cresciuto del 76,44%, meno della metà del +127,98% regionale, soprattutto per la minore crescita dell'industria in senso stretto e per un calo del valore aggiunto agricolo del 15,59% nello stesso periodo.
La struttura settoriale del 2024 mostra un terziario ormai maggioritario: servizi finanziari, immobiliari, professionali e alla pubblica amministrazione pesano per circa il 26% del valore aggiunto (1,69 miliardi di euro); commercio, trasporti, alloggio, ristorazione e comunicazione per il 23% (1,48 miliardi); l'industria in senso stretto per il 22% (1,42 miliardi); gli altri servizi per il 18% (1,2 miliardi); le costruzioni per il 7% (466 milioni); il settore primario — agricoltura, pesca e acquacoltura — per circa il 4% (249 milioni). Il peso ridotto in termini di valore aggiunto non riflette però l'importanza identitaria e occupazionale che questi settori mantengono nelle aree rurali e nel Delta.
Agricoltura
L'agricoltura resta l'attività più riconoscibile del paesaggio polesano: campi di mais e frumento nell'Alto e Medio Polesine, grandi estensioni cerealicole e industriali nel Basso Polesine, risaie e colture orticole specializzate nel Delta. Il territorio esprime alcune eccellenze certificate — dall'Aglio Bianco Polesano DOP al Riso del Delta del Po IGP — che rappresentano oggi la parte più visibile e comunicabile del comparto agricolo. L'approfondimento su colture, filiere e prodotti a marchio è nella pagina dedicata all'agricoltura del Polesine (→ [/il-polesine/agricoltura/](/il-polesine/agricoltura/)).
Pesca e acquacoltura
Il Delta del Po e la fascia costiera sostengono un comparto ittico articolato: la molluschicoltura della Sacca degli Scardovari (cozze e vongole), le valli da pesca con l'allevamento dell'anguilla, la pesca del pesce azzurro in Adriatico e produzioni più recenti come l'ostrica rosa. È un settore organizzato in larga parte attraverso cooperative di pescatori, che gestiscono concessioni, raccolta e prima commercializzazione. Il dettaglio è nella pagina su pesca e acquacoltura (→ [/il-polesine/pesca-e-acquacoltura/](/il-polesine/pesca-e-acquacoltura/)).
Industria ed energia
L'industrializzazione del Polesine è stata storicamente più tardiva e meno intensa rispetto ad altre province venete, con una base fatta soprattutto di piccola e media impresa nei comparti agroalimentare, metalmeccanico e dei materiali per l'edilizia. Distretti e poli produttivi si concentrano in comuni come Badia Polesine, Lendinara, Occhiobello e Rovigo, spesso lungo le principali direttrici viarie e ferroviarie. Il tema, compresa la questione energetica nel Delta, è approfondito nella pagina su industria ed energia (→ [/il-polesine/industria-ed-energia/](/il-polesine/industria-ed-energia/)).
Le giostre di Bergantino
Un caso a parte, e probabilmente il distretto produttivo più originale del Polesine, è quello delle giostre di Bergantino: un gruppo di aziende costruttrici di attrazioni per luna park e parchi di divertimento, nato nel comune nel corso del Novecento e tuttora attivo a livello nazionale e internazionale. Il fenomeno, raccontato anche dal Museo Storico della Giostra, ha una pagina di approfondimento dedicata (→ [/il-polesine/giostre-di-bergantino/](/il-polesine/giostre-di-bergantino/)).
Turismo come settore emergente
Il turismo è il settore su cui il Polesine ha investito con maggiore continuità negli ultimi anni, pur restando ancora minoritario nel computo del valore aggiunto complessivo. Le direttrici principali sono quella naturalistica, legata al Parco regionale veneto del Delta del Po, alle oasi e ai percorsi in bicicletta lungo gli argini (→ [/natura/](/natura/), → [/percorsi/](/percorsi/)), e quella enogastronomica, costruita attorno ai prodotti DOP e IGP del territorio. A differenza dei settori storici, il turismo cresce partendo da una base ridotta ma con margini di sviluppo significativi, complice la vicinanza a destinazioni consolidate come Venezia e la costa adriatica.
Infrastrutture e trasporti
La collocazione del Polesine come area di cerniera tra Triveneto, Emilia-Romagna e Lombardia si appoggia su un sistema infrastrutturale storicamente orientato all'asse Bologna-Padova: l'autostrada A13, la ferrovia omonima e la SS 16 Adriatica collegano il territorio ai principali centri del Nordest e alla costa. La rete interna, fatta di strade provinciali e comunali, resta invece più frammentata, soprattutto nelle aree deltizie. Il quadro completo è nella pagina dedicata alle infrastrutture (→ [/il-polesine/infrastrutture/](/il-polesine/infrastrutture/)).
Vedi anche
Domande frequenti
Q: Di cosa vive economicamente il Polesine?
Il terziario pesa oggi per circa la metà del valore aggiunto provinciale, seguito dall'industria (22%) e dalle costruzioni (7%); il settore primario (agricoltura e pesca) contribuisce per circa il 4%, ma resta identitario per il territorio.
Q: Perché l'economia del Polesine è legata alla bonifica?
Perché gran parte della pianura coltivabile odierna, in particolare nel Basso Polesine e nel Delta, era palude o valle salmastra fino a decenni o secoli fa: senza il lavoro dei consorzi di bonifica non esisterebbe la base agricola su cui si è costruita l'economia locale.
Q: Qual è il settore economico più in crescita nel Polesine?
Il terziario legato al turismo, alla logistica e ai servizi è quello con la dinamica più recente, insieme a un'agricoltura sempre più orientata a prodotti di qualità DOP e IGP.
Q: Il Polesine è una provincia ricca o povera rispetto al resto del Veneto?
È tra le province venete con il valore aggiunto pro capite più basso: nel 2024 circa 28.649 euro contro una media regionale di 37.156 euro, un divario cresciuto nel tempo.
Q: Cos'è il distretto delle giostre di Bergantino?
È una concentrazione unica in Italia di aziende costruttrici di attrazioni per luna park, nata a Bergantino nel Novecento e ancora oggi attiva, raccontata anche dal Museo Storico della Giostra.